Su Carrasecare – il carnevale in Sardegna

Non è nemmeno lontanamente possibile raffigurare la Sardegna come una semplice meta estiva piena di belle spiagge e circondata da acqua cristallina.
È molto di più: tradizioni secolari tramandate di generazione in generazione, una popolazione fortemente attaccata al suo territorio e alla continua ricerca di preservare la sua storia millenaria.

A riprova del fatto che la magica atmosfera della Sardegna non si esaurisce con l’arrivo dei mesi autunnali ed invernali, quando le temperature si abbassano, le giornate si accorciano e i venti di grecale e maestrale si fanno sentire, vi è sicuramente il tradizionale periodo del carnevale Sardo.

 

In Sardegna le festività carnevalesche prendono il nome di “Su Carrasecare” e nel 2019 avranno luogo tra la fine di Febbraio e l’inizio di Marzo, precisamente tra il 28 febbraio (Giovedì grasso) e il 5 marzo (Martedì grasso).

Ogni paese o città ha le proprie tradizioni e le proprie maschere tipiche: la diversità di queste ultime è molto ampia e ogni zona ha il proprio costume caratteristico.

È molto probabile che vi sia capitato di aver visto in televisione o su qualche sito internet fotografie ritraenti scure figure legate al mondo della vita pastorale.
In Sardegna i costumi carnevaleschi sono noti con il nome di de su connottu: maschere di legno con lineamenti ovini o bovini, grosse pellicce e costumi che hanno tutta l’aria di provenire da una lontana epoca.
Questi elementi rendono il carnevale Sardo unico ed inimitabile in tutto il mondo.

Passando in rassegna i costumi carnevaleschi tipici, tra i più famosi possiamo citare i Mamuthones e Issohadores, i Boes e Merdules, Thurpos.

 

Foto di Oscar Carvajal – CC Creative Commons – https://www.flickr.com/photos/25230997@N08/8552622112/in/album-72157632977830021/
Foto di Ivan Marcialis – CC Creative Commons – https://www.flickr.com/photos/marcialis/2381481338/in/photolist-4CUrSR-4CrHr5-dvwSWW-dvwGWb-dvrns2-dvwTpw-dvrjqH-dvreqV-dvwQLm-5XGPXQ-4Cn3EP-4CeZhH-4CkrE9-5fqfac-4CnrzK-dvrhxK-dvr9ur-4CrGWG-dvwMxQ-4CgcPF-dvr9dn-dvwLrd-4CqW3m-4CAd5E-5eZFuv-6o67uW-6o1Wut-4CrHas-dvwLVQ-dvrarp-4Ckkmy-4CjoNY-4CrjxG-dvwQ3s-4CndoK-4CmDLF-4CeUD2-4WAxQ8-4CvWSg-4WEQ2G-4Cg6gB-4CjcgJ-6o1VxB-6o66xq-4Cn3ke-4CYFYs-4D6GHg-4CkBYd-4WAxsK-4D6G8V

 

I Mamuthones e Issohadores sono i costumi tipici del carnevale di Mamoiada, in provincia di Nuoro.
All’interno della processione si distinguono per due caratteristiche, ovvero il colore dei vestiti e il movimento.
I primi hanno una maschera nera, sono coperti con una pelliccia di pecora nera, sul dorso sono appese una serie di campanacci e si muovo mestamente ed affaticati; i secondi, invece, indossano una maschera bianca, il colore del vestito è rosso e danno il vero e proprio movimento alla processione.

 

Foto di Gianni Careddu – Modificata in B/N – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ottana_-_Boes_e_Merdules_(11).JPG

 

I Boes e Merdules sono i costumi tipici del carnevale di Ottana, sempre in provincia di Nuoro.
Anch’essi rappresentano figure legate al mondo della pastorizia e infatti i primi indossano una maschera con lineamenti bovini, una pelle di pecora bianca e campanacci legati alla schiena; i secondi, invece, i “guardiani dei buoi”, indossano una maschera di colore nero con fattezze di un uomo vecchio e deforme, una pelliccia bianca di pecora e portano un bastone che usano per richiamare i Boes.

 

Foto di Gianni Careddu – modificata in B/N – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Orotelli_-_Sos_Thurpos_(04).JPG

 

Thurpos sono il costume tipico del comune di Orotelli, anch’esso in provincia di Nuoro.
La sua peculiarità è l’assenza di una maschera per coprire il volto. Il travestimento, minimale, consiste in un lungo cappotto nero e una cinta di pelle a cui sono appese campanelle.
Come detto prima, non indossano una maschera di legno, tuttavia il volto è completamente annerito con la cenere del sughero.

 

Come ogni festività che si rispetti, durante le processioni tra le vie dei paesi in festa, non possono mancare i dolci tipici.
I più diffusi sono sicuramente i Frisjoli, i Fatti Frissi (o Zeppole) e le Meraviglias (o Chiacchiere).

I Frisjoli si presentano come lunghi filamenti di impasto arrotolati su se stessi, fritti nell’olio bollente e serviti caldi cosparsi di zucchero sulla superficie.

I Fatti Frissi sono preparati con lo stesso impasto dei Frisjoli, tuttavia anziché arrotolati assomigliano a delle ciambelline.

Le Meraviglias sono simili al tipico dolce carnevalesco diffuso in tutta Italia (ricciole, chiacchiere, frappe…) con la differenza che nell’impasto viene aggiunto liquore sardo come il Filu ‘e ferro o la Vernaccia oristanese.
Una volta fritte, vengono servite con miele o zucchero a velo.

 

Mi sento di consigliare questa esperienza a tutti coloro che amano o vogliono scoprire le tradizioni regionali italiane: avrebbero la possibilità, per qualche giorno, di vivere in un’atmosfera appartenente a tempi passati.
Consiglio questa esperienza anche a tutti coloro che sono appassionati di fotografia, in particolari ai ritrattisti: le maschere, i costumi e soprattutto la calorosa partecipazione di interi paesini sono soggetti perfetti per i vostri obiettivi.

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