Su Carrasecare – il carnevale in Sardegna

Non è nemmeno lontanamente possibile raffigurare la Sardegna come una semplice meta estiva piena di belle spiagge e circondata da acqua cristallina.
È molto di più: tradizioni secolari tramandate di generazione in generazione, una popolazione fortemente attaccata al suo territorio e alla continua ricerca di preservare la sua storia millenaria.

A riprova del fatto che la magica atmosfera della Sardegna non si esaurisce con l’arrivo dei mesi autunnali ed invernali, quando le temperature si abbassano, le giornate si accorciano e i venti di grecale e maestrale si fanno sentire, vi è sicuramente il tradizionale periodo del carnevale Sardo.

 

In Sardegna le festività carnevalesche prendono il nome di “Su Carrasecare” e nel 2019 avranno luogo tra la fine di Febbraio e l’inizio di Marzo, precisamente tra il 28 febbraio (Giovedì grasso) e il 5 marzo (Martedì grasso).

Ogni paese o città ha le proprie tradizioni e le proprie maschere tipiche: la diversità di queste ultime è molto ampia e ogni zona ha il proprio costume caratteristico.

È molto probabile che vi sia capitato di aver visto in televisione o su qualche sito internet fotografie ritraenti scure figure legate al mondo della vita pastorale.
In Sardegna i costumi carnevaleschi sono noti con il nome di de su connottu: maschere di legno con lineamenti ovini o bovini, grosse pellicce e costumi che hanno tutta l’aria di provenire da una lontana epoca.
Questi elementi rendono il carnevale Sardo unico ed inimitabile in tutto il mondo.

Passando in rassegna i costumi carnevaleschi tipici, tra i più famosi possiamo citare i Mamuthones e Issohadores, i Boes e Merdules, Thurpos.

 

Foto di Oscar Carvajal – CC Creative Commons – https://www.flickr.com/photos/25230997@N08/8552622112/in/album-72157632977830021/
Foto di Ivan Marcialis – CC Creative Commons – https://www.flickr.com/photos/marcialis/2381481338/in/photolist-4CUrSR-4CrHr5-dvwSWW-dvwGWb-dvrns2-dvwTpw-dvrjqH-dvreqV-dvwQLm-5XGPXQ-4Cn3EP-4CeZhH-4CkrE9-5fqfac-4CnrzK-dvrhxK-dvr9ur-4CrGWG-dvwMxQ-4CgcPF-dvr9dn-dvwLrd-4CqW3m-4CAd5E-5eZFuv-6o67uW-6o1Wut-4CrHas-dvwLVQ-dvrarp-4Ckkmy-4CjoNY-4CrjxG-dvwQ3s-4CndoK-4CmDLF-4CeUD2-4WAxQ8-4CvWSg-4WEQ2G-4Cg6gB-4CjcgJ-6o1VxB-6o66xq-4Cn3ke-4CYFYs-4D6GHg-4CkBYd-4WAxsK-4D6G8V

 

I Mamuthones e Issohadores sono i costumi tipici del carnevale di Mamoiada, in provincia di Nuoro.
All’interno della processione si distinguono per due caratteristiche, ovvero il colore dei vestiti e il movimento.
I primi hanno una maschera nera, sono coperti con una pelliccia di pecora nera, sul dorso sono appese una serie di campanacci e si muovo mestamente ed affaticati; i secondi, invece, indossano una maschera bianca, il colore del vestito è rosso e danno il vero e proprio movimento alla processione.

 

Foto di Gianni Careddu – Modificata in B/N – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ottana_-_Boes_e_Merdules_(11).JPG

 

I Boes e Merdules sono i costumi tipici del carnevale di Ottana, sempre in provincia di Nuoro.
Anch’essi rappresentano figure legate al mondo della pastorizia e infatti i primi indossano una maschera con lineamenti bovini, una pelle di pecora bianca e campanacci legati alla schiena; i secondi, invece, i “guardiani dei buoi”, indossano una maschera di colore nero con fattezze di un uomo vecchio e deforme, una pelliccia bianca di pecora e portano un bastone che usano per richiamare i Boes.

 

Foto di Gianni Careddu – modificata in B/N – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Orotelli_-_Sos_Thurpos_(04).JPG

 

Thurpos sono il costume tipico del comune di Orotelli, anch’esso in provincia di Nuoro.
La sua peculiarità è l’assenza di una maschera per coprire il volto. Il travestimento, minimale, consiste in un lungo cappotto nero e una cinta di pelle a cui sono appese campanelle.
Come detto prima, non indossano una maschera di legno, tuttavia il volto è completamente annerito con la cenere del sughero.

 

Come ogni festività che si rispetti, durante le processioni tra le vie dei paesi in festa, non possono mancare i dolci tipici.
I più diffusi sono sicuramente i Frisjoli, i Fatti Frissi (o Zeppole) e le Meraviglias (o Chiacchiere).

I Frisjoli si presentano come lunghi filamenti di impasto arrotolati su se stessi, fritti nell’olio bollente e serviti caldi cosparsi di zucchero sulla superficie.

I Fatti Frissi sono preparati con lo stesso impasto dei Frisjoli, tuttavia anziché arrotolati assomigliano a delle ciambelline.

Le Meraviglias sono simili al tipico dolce carnevalesco diffuso in tutta Italia (ricciole, chiacchiere, frappe…) con la differenza che nell’impasto viene aggiunto liquore sardo come il Filu ‘e ferro o la Vernaccia oristanese.
Una volta fritte, vengono servite con miele o zucchero a velo.

 

Mi sento di consigliare questa esperienza a tutti coloro che amano o vogliono scoprire le tradizioni regionali italiane: avrebbero la possibilità, per qualche giorno, di vivere in un’atmosfera appartenente a tempi passati.
Consiglio questa esperienza anche a tutti coloro che sono appassionati di fotografia, in particolari ai ritrattisti: le maschere, i costumi e soprattutto la calorosa partecipazione di interi paesini sono soggetti perfetti per i vostri obiettivi.

Tutti i paesi citati nell’articolo con le relative celebrazioni del carnevale sono comodamente raggiungibili in automobile dal Residence Baia Turchese Olbia!

Chiedi ora un preventivo gratuito per il tuo soggiorno in uno dei nostri confortevoli appartamenti!

Siamo a pochi minuti dal porto turistico di Olbia e dall’aeroporto “Costa Smeralda”

 

 

 

 

Il Centro Velico di Caprera

Oggi voglio riportarvi la testimonianza di un nostro ospite riguardante una bellissima esperienza vissuta in Sardegna durante questa primavera.
Inutile dirvi quanto potesse essere soddisfatto di aver partecipato a ciò che vi sto per raccontare, tant’è che non appena ha fatto ritorno al residence Baia Turchese Olbia ha voluto descrivermi interamente la sua “avventura”.
In questo articolo vi parlerò del Centro Velico di Caprera e dei corsi offerti da questa rinomata scuola di vela.

Un cabinato ormeggiato al CVC.

Il Centro Velico di Caprera (o anche CVC) è uno dei più famosi centri di formazione del mondo sull’arte dell’andare per mare sospinti dal vento.
Perché arte? Perché saper adoperare un’imbarcazione a vela necessita lo studio della natura e di tecniche specifiche, passione per la disciplina, amore per il mare, la voglia di avventurarsi in qualcosa di nuovo.
Chi decide di frequentare uno dei tanti corsi di vela tenuti al CVC può anche soltanto essere interessato ad imparare qualcosa che nella vita, non si sa mai, possa tornare utile in un contesto naturale unico.
Non solo, questa esperienza insegnerà lo spirito di squadra, la fiducia reciproca, il rispetto della natura circostante: tutto sommato, valori che il mondo di oggi fatica un po’ ad insegnarci ma che non bisogna mai dimenticare.
Insomma, un’esperienza a 360° emotivamente importante che vi addestrerà anche nella vita di tutti i giorni.
E poi, credo che saper manovrare una piccola imbarcazione velica, capirne la costituzione e le parti, conoscere i nomi dei venti e le rispettive direzioni, il moto ondoso e la meteorologia, riscoprire la geografia e saper fare nodi resistenti siano interessanti nozioni da aggiungere al proprio bagaglio di competenze personale!

La calma notturna a Caprera.

Il CVC si trova in una location unica: nella zona a Sud-Ovest della bellissima isola di Caprera nell’arcipelago de La Maddalena.
Gli scogli giallo-ocra scolpiti dal vento e dalle onde e scaldati dal sole, le acque turchesi e cristalline, le piccole baie incastonate nella costa e l’aria pulitissima sono la cornice naturale.
La scuola è stata pensata per “assorbire” completamente i partecipanti e permettere loro la più opportuna concentrazione per affrontare i corsi: si trova in un luogo selvaggio lontano dai centri abitati, l’uso del telefono è concesso limitatamente e mai durante le lezioni e gli apparecchi musicali non sono graditi.
La vita all’interno del centro è simile per vari aspetti a quella di bordo: spirito di condivisione e di sacrificio sono necessari, l’importanza del lavoro di squadra è centrale e, a turno, capiterà anche di doversi occupare dell’ordine della cucina e della mensa.
Tutte queste regole sono raccolte all’interno di un elenco di 9 punti definito “Norme di vita” che trovate a questo link
Non mancheranno ovviamente i momenti di svago e per fare nuove conoscenze con gli altri partecipanti, sono inoltre presenti market per acquistare i capi d’abbigliamento tecnico o cibo e bevande.

Il panorama naturalistico del CVC.

I corsi del CVC sono divisi in base alle conoscenze pregresse dei partecipanti e al tipo di imbarcazione su cui vogliono addestrarsi. In generale, tutti hanno durata di 1-2 settimane al massimo, al termine della quale avrete acquisito abbastanza nozioni per stare su un’ imbarcazione.
Occorre precisare che alla fine di un singolo corso non si sarà completamente formati per prendere autonomamente un’imbarcazione e affrontare il mare: per fare ciò occorre frequentare corsi che man mano salgono di livello ed impartiscono lezioni sempre più specifiche.
Di norma, specialmente i corsi di iniziazione, prevedono lezioni di tipo teorico a terra e lezioni pratiche sui natanti in mare.
Non solo, alcuni tipi di corsi sono pensati anche per i più piccoli, a partire dai 12 anni. Anche per loro l’esperienza si rivelerà educativa dal punto di vista formativo e caratteriale.
Potete trovare i tipi di corsi nella home page del sito del CVC .

Le acque turchesi e il molo.

Sostanzialmente, i tipi di barca a vela su cui si incentrano le lezioni sono due: le derive e i cabinati. Le derive sono le imbarcazioni a vela di piccolo taglio destinate unicamente ad un utilizzo sportivo. I cabinati, invece, possono raggiungere dimensioni molto più ampie, sono dotate di cabina interna e al posto della deriva (così è chiamata la pinna posta sotto lo scafo che evita il rovesciamento della barca) hanno il cosiddetto “bulbo”.
I cabinati possono quindi compiere tragitti più lunghi e navigare al largo.
I requisiti necessari sono basilari e non richiedono specifiche competenze fisiche.
Obbligatorio è saper nuotare, infatti all’inizio di qualsiasi ciclo si effettua una prova di nuoto per testare le capacità dei partecipanti.
Occorre il certificato medico scaricabile dal sito del CVC a questo link, da far completare e firmare dal proprio medico.
Come ho già evidenziato nella parte iniziale dell’articolo è necessario possedere un gran spirito di avventura, convivenza e di lavoro di squadra. I corsi non sono personali, così come spesso è la vita in mare. Poche, pochissime, sono le imbarcazioni che prevedono una manovrabilità eseguita in singolo.

Per qualsiasi altra delucidazione in merito, il sito ufficiale del Centro fornisce un’ampia pagina dedicata alle FAQ che sicuramente risponderanno a tutti i vostri dubbi.

Uno splendido scorcio di Caprera.

Per concludere, ci tengo nuovamente a dirvi quanto il nostro caro ospite di Baia Turchese Olbia si sia divertito e sia tornato soddisfatto per l’esperienza vissuta.
Ogni giorno siamo abituati a una vita sempre connessa a computer e telefoni, automobili inquinanti e città chiassose. Tornare, anche se per pochi giorni, ad assaporare uno stile di vita naturale, pulito, ricco di valori ed umanità, a contatto con le bellezze offerte dalla natura e con la forza del vento in poppa che ci spinge velocemente sopra le onde può davvero fare solo del bene.

L’isola di Caprera, patrimonio naturalistico famoso in tutto il mondo, si trova nello splendido arcipelago de La Maddalena, ed è facilmente raggiungibile dal residence Baia Turchese Olbia in automobile.

Se hai bisogno di più informazioni o vorresti un preventivo gratuito per il tuo soggiorno in Sardegna a Baia Turchese Olbia, non esitare a contattarci all’indirizzo commercialebaiaturchese@gmail.com o telefonando al numero +39 389 9361910.

La sagra del Vermentino di Monti

Bentrovati di nuovo sul blog di Baia Turchese Olbia!

Nel post di oggi vi voglio parlare di un evento molto sentito in tutta la zona di Olbia e a cui molti ospiti che hanno soggiornato da noi vi hanno allegramente partecipato. Anche noi dello staff ci siamo stati più e più volte e ogni anno non vediamo l’ora di andarci!
Oggi vi parlerò della famosa sagra del vermentino di Monti, che ogni anno si tiene alla prima domenica di agosto.

Prima di descrivervi come si svolge la sagra e spiegarvi perché non potrà non piacerti, apriamo una breve parentesi sulla storia di questo vino che durante un buon pasto a base di pietanze di pesce non mancherà mai sulla tavola.
Il vitigno del Vermentino, a bacca bianca e semi-aromatico, ha un’origine ancora oggi non ben chiara: alcuni ritengono che provenga dal nord-est della Spagna, altri dall’isola di Madeira in Portogallo. Dalla Spagna si sarebbe poi diffuso prima in Francia e poi in Liguria. In Liguria assunse il nome di Vemettino, nome con cui fu esportato in Corsica. Solo dalla seconda metà dell’800 arriva in Gallura e prende il nome che conosciamo oggi.
Il Vermentino di Gallura è DOCG (Di Origine Controllata e Garantita) ed è una delle varietà più forti dal punto di vista della gradazione alcolica. Un’altra varietà è il Vermentino di Sardegna (DOC), leggermente più fresco ed adatto ad accompagnare aperitivi.

Passiamo a descriverne brevemente le proprietà: in generale il Vermentino è un vino bianco e secco dal colore giallo paglierino. Dopo averlo assaggiato non potrete non cogliere gli intesti aromi e profumi di fiori di campo e anche una nota di pesca gialla a completare il tutto.
È consigliato abbinarlo ad antipasti di mare e pietanze di pesce.
Personalmente penso che non si possa dare torto all’abbinamento pesce-Vermentino: anzi, colgo l’occasione per consigliarvi assolutamente una bella cena in uno dei tanti ristorantini nelle vicinanze del residence Baia Turchese Olbia. Spaghetti alle arselle e bottarga e un buon bicchiere di Vermentino!

A proposito della location della sagra, anche questa è particolare.
Innanzitutto, il piccolo paesino di Monti si trova a una ventina di km nelle prime colline appena fuori Olbia. Raggiungerlo è facilissimo: dal residence Baia Turchese Olbia, dirigetevi verso l’aeroporto. Seguite le indicazioni per Sassari. Arriverete a imboccare la nuova E840, sempre in direzione Sassari. Dopo una quindicina di minuti svoltate seguendo le indicazioni per Monti. Ancora qualche km di macchina su una stradina leggermente in salita che si snoda tra le colline  e sarete arrivati a destinazione.
Non preoccupatevi per il parcheggio: i bravi organizzatori della sagra del Vermentino predispongono più aree di parcheggio e al vostro arrivo vi indicheranno dove posteggiare.

Il tragitto da Baia Turchese Olbia a Monti (OT).

Monti (www.comune.monti.ss.it/vivere/cultura) è una piccola cittadina di collina e il suo panorama vi offre una vista spettacolare sulle colline attorno. Il paesino è sormontato, o meglio protetto, da una modesta cima verdeggiante. Sembra proprio che stia lì a vegliare su Monti e sui suoi abitanti.
Il centro del paese è attraversato da una strada su cui lati vi sono tutti i negozi, bar, attività commerciali e ristoranti.

Passiamo al motivo principale della vostra visita: la sagra del Vermentino!
Purtroppo, come ho scritto all’inizio del post, la sagra si tiene soltanto una volta all’anno la prima domenica di agosto.
L’atmosfera è gioiosa, allegra, si sente musica provenire da ovunque, tutti i bar si dotano di postazioni musicali e predispongono tavoli e sedute all’esterno delle loro verande per i visitatori servendo aperitivi e stuzzichini: siamo nella via centrale di Monti, chiusa al traffico per l’occasione, occupata interamente dalle bancarelle in cui troverete anche souvenir da portare a casa come ricordo della vostra entusiasmante vacanza 2018 in Sardegna.
Percorrendo la strada vedrete che tutti quanti, chi più rapidamente e chi meno, si dirigono verso lo stesso posto, il cuore pulsante vero e proprio della festa.
Sto parlando della cantina del Vermentino di Monti (www.vermentinomonti.it/it/): davanti a voi si apre un ampio spiazzo con tantissime persone in festa che allegramente mangiano e chiacchierano, ballano e brindano.
Man mano che entriamo nello spiazzo la musica proveniente dal palco si fa via via più forte e si comincia a respirare un gradevole profumino di carne alla griglia nell’aria.
Arrivate mentre il cielo comincia ad imbrunire con colori tendenti al rosa ed all’azzurro scuro, con ancora il respiro caldo della terra esposta tutto il giorno al sole che vi circonda, un’atmosfera magica. La serata è appena cominciata.

Momenti di grande festa alla sagra del Vermentino.

Potrete accedere liberamente alla festa, tuttavia con meno di una decina di euro avrete diritto a recarvi presso lo stand gastronomico dove vi verranno servite piatti con salsiccia fresca alla griglia, formaggio pecorino e pane tipico. Vi verrà regalato anche un calice posto all’interno di una pratica sacchetta da appendere al collo: oltre che a essere un bel ricordo della serata, vi servirà per recarvi allo stand del vino in cui potrete assaggiare quante volte volete sia il Vermentino che il Cannonau (un vino rosso scuro fermo, famoso al pari livello del Vermentino e che ben si accompagna a piatti di carne).

Mentre nello spiazzo continua la festa fino a tardi, potrete visitare la cantina del Vermentino e visionare le fasi di produzione oppure acquistare qualche bottiglia da portare a casa o da assaporare mentre vi gustate una buona cena mentre ancora soggiornate a Baia Turchese Olbia.
A pochi passi dal cuore della festa, su prenotazione, è possibile partecipare a una degustazione di vini e formaggi tipici spiegata e raccontata da esperti sommelier.

La piazza e la cantina del Vermentino di Monti.

La serata volge al termine, domani un’altra giornata ricca di nuove esperienze vi attende e un buon riposo ristoratore è d’obbligo per affrontarla con tanta energia!
Vi ricordo nuovamente che la sagra del Vermentino si tiene una sola volta all’anno, precisamente la prima domenica di agosto.

La vostra vacanza in Sardegna vi saprà regalare tanti momenti emozionanti colmi di gioia con il vostro partner, la vostra famiglia o i vostri amici, non solo di giorno ammirando panorami paradisiaci ma anche di sera partecipando a esperienze eno-gastronomiche di questo tipo.

 

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La spiaggia di Porto Istana: sogno o realtà?

Bentornati sul blog di Baia Turchese Olbia!

Oggi vi parlerò di una spiaggia che molti nostri ospiti hanno visitato durante la loro permanenza qui a Baia Turchese Olbia, sia perché ne avevano già sentito parlare ma anche perché noi dello staff, conoscendo bene la zona, non possiamo non elencarla tra le spiagge da andare a vedere a coloro che non la conoscono o che magari non sono mai venuti prima in Sardegna.
Vi parlerò della spiaggia di Porto Istana!

La spiaggia di Porto Istana è davvero comoda rispetto a Baia Turchese Olbia!

Prendete nota dell’informazione che vi sto per dare: la spiaggia di Porto Istana è ben collegata con i mezzi di trasporto pubblici al nostro residence: all’ingresso della spiaggia vi è infatti il capolinea della linea 5 che parte da Porto Rotondo, passa da Olbia, ferma davanti al nostro residence e come ultima fermata segna “Porto Istana” (consulta il sito dei trasporti pubblici di Olbia http://www.aspo.it/#1497016451403-c48f15ce-4268 per gli orari delle corse sempre aggiornati).
Insomma, se un giorno vi sentite particolarmente poco propensi a mettervi in macchina ma volete comunque trascorrere la giornata in una spiaggia mozzafiato, vi basterà salire sul bus e dopo 10 minuti sarete a destinazione.

In alternativa potete tranquillamente prendere l’automobile e recarvici in completa autonomia. All’uscita di via Isola Padron Fiaso, all’incrocio con la SS 125, svoltate a sinistra. Percorrete circa 3 km ed arriverete a Murta Maria; alla prima rotonda di Murta Maria prendete l’uscita alla vostra sinistra seguendo le indicazioni per Porto Istana. Avanzate per circa 2 km e alla fine della strada sarete giunti a destinazione.
Ci sono parcheggi a pagamento in abbondanza e le tariffe non sono esagerate (ma nemmeno troppo economiche, purtroppo in tutta la zona è così se non peggio).

Lasciata la macchina, dirigetevi verso il passaggio in mattonelle che conduce alla spiaggia ed ecco di fronte a voi aprirsi una delle spiagge più belle in assoluto della zona, incastonata tra una verde collina sulla sinistra e scogli sulla destra.

Scorcio dal molo.

La prima cosa che noterete sarà sicuramente la sofficissima consistenza e il colore abbagliante della sabbia tant’è che vi sembrerà di camminare su una spuma dorata.

Alando lo sguardo, la vista è e decisamente indimenticabile: una tavola d’acqua trasparente che si disperde in lontananza acquisendo tonalità via via più scure. Da ciò percepirete subito che il livello dell’acqua digrada lentamente, permettendovi serenità mentre i vostri bambini giocano in acqua.
Lo stesso vale per chi non ama sguazzare in acque profonde e gradisce una temperatura tiepida dell’acqua.

L’acqua turchese di Porto Istana.

Una delle cose che amo di più di questo litorale è di potermi stendere sul bagnasciuga a prendere il sole mentre le timide onde mi rinfrescano dalla calura estiva.

Tornando sul tema del paesaggio, sicuramente riconoscerete l’imponente “montagna” che si staglia davanti alla spiaggia: proprio lei, sua maestà Tavolara e tutta la sua spettacolare altezza sul livello del mare, che sembra messa lì a proteggere la spiaggia di Porto Istana dal vento e dalle intemperie.
Per gli appassionati di fotografia, ma anche per chi ama scattare foto con il proprio cellulare da inviare ai propri amici, non è possibile non immortalare questo paesaggio unico.

Porto Istana e Tavolara in un pomeriggio di novembre.

Non è tutto!
In spiaggia è presente un servizio di piccola ristorazione e bar per potersi bere un buon caffè o mangiare un gelato dopo pranzo. I servizi igienici, invece, si trovano facendo qualche metro in più, sormontando la scogliera sulla destra della spiaggia e raggiungendo l’altra parte di spiaggia.
Unica pecca, a mio avviso, è che questo bar chiude un po’ presto e quindi niente aperitivo sul mare mentre il sole tramonta.

Se proprio vogliamo trovare un difetto a in questa bellissima spiaggia, devo confidarvi che è sempre molto affollata: questo purtroppo è una diretta conseguenza della sua fama, della sua bellezza ma anche della sua conformazione. Infatti, non è molto larga per cui ha una capienza limitata.
Ma non demoralizzatevi: un posticino per i propri teli da mare si trova sempre e anche una sola mezza giornata è d’obbligo. Non ve ne pentirete, assicurato!

Se ci siete già stati, a noi dello staff di Baia Turchese Olbia piacerebbe molto sentire un vostro parere, magari lasciando un commento sotto questo post!

La spiaggia di Porto Istana, che siamo sicuri vi portere nel cuore e nella memoria dopo averla visitata, è comodamente raggiungibile dal nostro residence Baia Turchese Olbia in quanto dista poco più di 5 minuti di macchina.
Un paradiso terrestre proprio dietro al vostro appartamento 🙂

 

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Gita a Tavolara in gommone

Non c’è niente di meglio che aggiungere un pizzico di avventura alla propria vacanza in Sardegna. La Sardegna non è solo spiaggia e mare e, grazie alla diversità territoriale che la rende unica in tutto il mondo, potrete prendere parte a molte gite da raccontare ai vostri amici una volta tornati a casa.

In questo articolo vi parlerò di una emozionante proposta che in più di una occasione abbiamo consigliato ai nostri ospiti e della quale ne sono rimasti entusiasti.
Vi parlerò di una bella giornata in gommone all’interno dell’arcipelago di Tavolara.

Tavolara è quella imponente “montagna” visibile anche dal residence Baia Turchese Olbia che si staglia all’orizzonte in direzione Sud; la sua forma rettangolare e la sua altezza (il punto più alto raggiunge i 565 mt slm!) la rendono ben distinguibile da ogni tratto di costa della zona.

In realtà è un’isola di appena 6 km di lunghezza e circa 1 km di larghezza posto di fronte alla cittadina turistica di Porto San Paolo: su entrambi i lati presenta ripide pareti calcaree a picco sul mare; il punto di approdo principale con i servizi turistici, bar e ristorante si trova nella lingua di terra posta verso la costa (Punta Spalmatore). Dalla parte opposta, si trova un faro di segnalazione per le imbarcazioni e una base militare NATO gestita dalla Marina Militare che si occupa di telecomunicazioni terrestri a lunghissimo raggio e bassissima frequenza d’onda; le antenne utilizzate sono ben visibili persino da terra. Questa zona è ovviamente off-limits ai civili 🙂

Scorcio di Baia Turchese Olbia con Tavolara che domina l’orizzonte.

Le altre isole che formano questo arcipelago sono Molara, Molarotto e l’isola Piana; hanno dimensioni molto più contenute ma offrono comunque luoghi da visitare durante la vostra giornata in gommone.
In generale, tutto l’arcipelago è considerato A.M.P. (Area Marina Protetta) e vi sono tratti che non sono transitabili con natanti, altri invece in cui il transito è permesso ma solo a una velocità inferiore ai 10 km/h, altri ancora in cui invece è possibile girare liberamente.
Prima di partire, chiedete al punto informazioni di Porto San Paolo una mappa dettagliata della zona così da non incorrere in salate sanzioni della Guardia Costiera.

Mappa dell’Area Marina Protetta di Tavolara e Capo Coda Cavallo.

Prima di cominciare a descrivere la vostra indimenticabile gita vorrei affrontare qualche punto e togliervi qualche dubbio.

  • Innanzitutto, per guidare un gommone non è necessaria la patente nautica se il motore di quest’ultimo non supera i 40 cv di potenza, i 6 mt di lunghezza e i 1000 kg di peso tra imbarcazione e motore. La navigazione non è consentita oltre le 6 miglia dalla costa (circa 11 km). Da questo punto di vista, comunque, non occorre preoccuparsi siccome a Porto San Paolo troverete moltissimi noleggi di gommoni per coloro che sono sprovvisti di patente nautica.
  • Il secondo punto è il seguente: per navigare in mezzo al mare occorre prestare la massima attenzione. Anche la giornata più tranquilla meteorologicamente parlando può nascondere insidie a una persona non particolarmente attenta e concentrata. Dunque, anche se in mare c’è molto più spazio che in una normale strada di città, dovrete stare particolarmente attenti durante la navigazione.
  • Terzo e ultimo punto: ricordatevi di portare con voi molta acqua, creme solari protettive e cappellini; il sole estivo della Sardegna è cocente e non vorrete certamente rovinarvi una rilassante giornata in mare a causa di una brutta insolazione, no?

 

Bene, partiamo!
Di buon’ora, al mattino, dopo una gustosa colazione nella vostra veranda o in balcone in uno dei nostri accoglienti appartamenti di Baia Turchese Olbia vi consiglio di recarvi nella splendida cittadina turistica di Porto San Paolo. Una volta raggiunto il molo, nei dintorni troverete tanti noleggi di gommoni (consiglio sempre di prenotare con qualche giorno di anticipo, in particolare nei periodi di alta stagione) da cui potrete prendere la vostra imbarcazione.
Caricato tutto il necessario non dovrete far altro che accendere il motore e, con cautela, allontanarvi dal molo.

Tavolara, Molara, Molarotto e Isola Piana.

Per prima cosa il mio consiglio è di dirigervi in direzione di Tavolara affrontando il tratto di mare che separa Porto San Paolo da questa imponente isola.
Non appena vi troverete l’isola di fronte, costeggiate la parete a picco sul mare posta sul lato sud.
Come vi dicevo all’inizio dell’articolo, vi sono zone in cui il passaggio dei natanti è vietato: in questo caso, non ci si può avvicinare troppo alle scogliere. In generale, in tutta la zona posta a Est dell’isola di Tavolara la navigazione è preclusa: essendo anche zona militare non è possibile l’approdo a terra.
A ogni modo, non è assolutamente vietato circumnavigare l’isola tenendosi a debita distanza e potrete comunque ammirare l’imponenza delle scogliere a picco sul mare, alcune grotte incastonate a livello del mare (Grotta Ghigliottina, Grotta del Papa) e il faro. Avrete da fare un sacco di fotografie, assicurato!

Terminato il vostro giro “perlustrativo” avrete sicuramente una gran fame: è ora di attraccare nella parte più “urbanizzata” di Tavolara. Recatevi con la vostra imbarcazione nella lingua di terra chiamata Punta Spalmatore posta a Ovest dell’isola e qui, al molo, potrete lasciare il gommone e andare a mangiare un boccone al ristorante.
Nulla vi vieta, ovviamente, di portarvi da casa il vostro pranzo al sacco: potete gustarvelo nella bella spiaggia proprio di fronte al ristorante e ai servizi turistici.

Dopo una pausa rigenerante non vi resta che recarvi al molo e ripartire. La prossima tappa che vi consiglio di visitare è l’isola di Molara con le sue splendide piscine naturali.
Per raggiungere Molara vi basteranno pochi minuti di navigazione in direzione Sud.
Una volta arrivati, nella zona Ovest dell’isolotto troverete queste bellissime attrazioni naturali visitate da tantissimi turisti; le piscine non sono altro che tratti di mare di colore più chiaro rispetto a quello circostante.

Una delle ultime tappe consiste nel modesto picco piramidale che prende il nome di Molarotto, a pochi minuti di navigazione verso Est rispetto a Molara. In tutta la zona è severamente vietata la navigazione a bordo di natanti e soprattutto l’attracco in quanto zona che gode di massima protezione ambientale, per cui non ci può avvicinare troppo, ma nulla vi vieterà di scattare meravigliose fotografie di questo particolare “scoglio” che spunta dall’acqua, come le famose piramidi di Giza nei pressi de Il Cairo in Egitto.

Per concludere la vostra giornata in gommone tra le splendide attrazioni della zona, l’ultima tappa che vi consiglio è Isola Piana, sulla via del ritorno per Porto San Paolo: da Molarotto procedete in direzione Ovest lasciandovi prima Molara alla vostra sinistra e poi Punta Spalmatore di Tavolara sulla vostra destra; ancora qualche minuto di navigazione e troverete Isola Piana.
Qui la navigazione è consentita e infatti potrete avvicinarvi con il gommone e, a vostra discrezione, buttare l’ancora e recarvi a nuoto in una delle calette posizionate sul lato sud dell’isola: vi attendono bagnasciuga con sabbia finissima, acqua limpida e dalle variopinte sfumature.

La spiaggia de Le Vecchie Saline e Tavolara all’orizzonte.

Sardegna è sinonimo di avventura, luoghi selvaggi e incontaminati da scoprire con il tuo partner, con la tua famiglia e con il tuo amico a quattro zampe e in qualsiasi periodo dell’anno saprà regalarti emozioni uniche ed indimenticabili.

Questa è una delle tante esperienze che potrete provare alloggiando in uno degli appartamenti nel nostro verde e rilassante Residence Baia Turchese Olbia.

 

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